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Nel 1997, alcuni Paesi hanno firmato a Ottawa il trattato per la messa al bando delle mine anti-uomo. Ciò nonostante si continua a produrle e a utilizzarle massicciamente nei vari conflitti.
Stati Uniti d’America, Ex Unione Sovietica, Cina, India sono tra i maggiori produttori al mondo. E’ un’ arma invisibile, economica, efficace, facile da impiegare. Sono fedeli. Una volte posate e attivate aspettano. Poste sottoterra o nascoste tra la vegetazione esplodono appena entrano in contatto con persone o veicoli. Sono semplici, un contenitore, dell’esplosivo, un meccanismo di attivazione. Protette da un involucro in plastica, bachelite, legno o metallo, per provocarne l’esplosione è sufficiente calpestarle o urtare i fili stesi collegati al detonatore. Ne esistono più di 350 tipi, senza contare quelle fabbricate “artigianalmente”. Estremamente economiche possono costare poco meno di 3 euro. La spesa invece, per renderle inoffensive, sale a 1000, mentre raggiunge quota 4000 per l’equipaggiamento di uno sminatore. Oggi, nel mondo, si stima siano attive quasi 100 milioni di mine. A questa cifra vanno aggiunti gli ordigni inesplosi (UXOs), munizioni e cluster bomb, oltre agli ERW (Esplosive Remnants of War): il materiale esplosivo che ogni guerra si lascia dietro le spalle. ERW, UXOS, mine, provocano il 90% delle vittime civili, circa 26.000 l’anno. Si tratta di un calcolo approssimato per difetto, destinato ad aumentare, poiché non tutti gli incidenti vengono comunicati agli organismi internazionali preposti. Le mine non conoscono tregua. Quando gli eserciti si ritirano, quando la guerra “finisce” restano attive, continuando a colpire, uccidere e mutilare. Rappresentano una minaccia costante per l’intera popolazione. Le attività quotidiane come raccogliere legna, portare il bestiame al pascolo, coltivare la terra, approvvigionarsi di acqua, giocare all’aperto, raccogliere cibo e camminare sui sentieri diventano un pericolo mortale. Gli effetti delle mine antiuomo sono devastanti, dalla morte immediata alle terribili ferite corporee, alla mutilazione degli arti. Spesso chi è vittima di una mina muore per la mancanza di soccorsi dovuti all’assenza o mancanza in loco di ospedali e posti di primo soccorso. I più esposti al rischio sono i bambini a causa della loro curiosità. Molto spesso scambiano una mina per un giocattolo. |
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