Con le forze attualmente disponibili, per bonificare le aree minate di un Paese e renderle nuovamente utilizzabili sarebbero necessari più di 1.000 anni, ma con l’impiego di altre mine nelle guerre in corso, il calcolo diventa pressoché utopistico.
Per cercare di risolvere il “problema” mine e residuati bellici si svolgono attività di sminamento umanitario o Mine Action. Si eliminano dal terreno tutti gli ordigni inesplosi in modo da poter garantire la vivibilità in un determinato territorio. Secondo gli Standard Internazionali (IMAS) perché uno sminamento sia efficace deve essere affidabile al 96.6 per cento.
In cosa consiste:

  • Mine Risk Education o educazione al rischio legato alla presenza di mine e ERW.
  • Sminamento umanitario o bonifica del territorio. Comprende più fasi precedute da sopralluoghi per individuare le zone minate, raccolta di informazioni, valutazione delle necessità della comunità. (Survey e Land Impact Survey).
  • Assistenza alle vittime
  • Distruzione degli stock in dotazione agli eserciti del mondo.
  • Azioni finalizzate all’ abolizione dell’uso delle mine.

A differenza dello sminamento militare, dove contano velocità e bonifica parziale per permettere il passaggio di una colonna o il raggiungimento di una determinata posizione, lo sminamento umanitario deve garantire la perfetta e completa bonifica delle aree sospette perché possano essere restituite alla comunità.
Questo implica indagini tecniche, preparazione di mappe, segnalazione delle zone sospette, documentazione pre e post bonifica, sviluppo di contatti e collegamenti con le popolazioni locali.

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